“Cui Prodest?”, Danila Comastri Montanari

"Cui prodest?", Danila Comastri Montanari

“Cui prodest?”, Danila Comastri Montanari

Titolo: Cui Prodest?

Titolo originale: /

Autore: Danila Comastri Montanari

Edizione: Mondadori

Anno: 2013

Prima edizione originale: 1997

Pagine: 301

Traduttore: /

Consigliato:

Valutazione:

Trama:

Convinto dai suoi servi, il senatore Publio Aurelio Stazio si decide a recarsi al mercato per comprare nuovi servitori, messi in vendita dopo la morte del loro padrone, Saturnino. Aggiudicatasi la vittoria nonostante il confronto con un altro potenziale acquirente, Stazio sta per controllare e portarsi via la nuova merce quando fa una scoperta che lo lascia interdetto: uno dei nuovi schiavi, Glauco, è stato assassinato appena prima che egli perfezionasse l’acquisto.

Analisi critica:

Come già in altri romanzi della stessa autrice, Stazio svolge piccoli incarichi di indagine su omicidi e altri reati, con l’ausilio principale dell’ingegno, dell’astuzia, della logica e dei suoi fedeli quanto indisciplinati servi e liberti. Proprio con una strana e inusuale deferenza di costoro ha inizio il romanzo, cosa di cui egli stesso si stupisce: di norma, soltanto Paride, il suo attendente di lunga data, è preciso e meticoloso, mentre gli altri – seppure gli sono affezionati – non perdono occasione per guadagnare qualche soldo in più, qualche privilegio di troppo, qualche punizione in meno.

Il romanzo ci conduce, come gli altri della serie, nella Roma della prima età imperiale, quando a capo del governo dell’Impero c’è Claudio, da tutti bistrattato. Egli non è presente nell’indagine se non come nome che ritorna, mentre fanno una breve comparsata sua moglie Valeria Messalina e sua figlia Ottavia. All’interno di questo periodo storico preciso, ci si concentra soprattutto su alcuni aspetti della vita quotidiana, soprattutto le terme e il mercato librario.

I nuovi acquisti di Stazio, infatti, erano schiavi di un venditore di libri e possessore di casa editrice, imprese ora prese in mano dal futuro consuocero a cui, pare, interessino soltanto i rotoli di papiro, la loro fattura e il loro contenuto. Egli, Marcello Veranio, non perde occasione di cercare questa o quella novità, di introdurre i libri in ogni conversazione, di farsi accompagnare da Stazio in biblioteca.

L’indagine viene condotta su precisa richiesta dei servi, ma questa volta sembra che il senatore si trovi in difficoltà: l’omicidio, a cui presto se ne ricollegano altri, è stato commesso in un luogo pubblico, con un via vai di persone molto tumultuoso e frenetico. Altro che le solite indagini ‘a numero chiuso’ a cui è abituato! Questa volta gli toccherà correre da una parte all’altra della città cercando il responsabile tra una folla di sospettati molto ingente. Chiedendosi cui prodest? Ovvero “a chi giova?”, cercherà di eliminare uno alla volta i nomi sulla sua lista nera, arrivando persino al punto da sospettare di chiunque. Può davvero fidarsi di questo suo servo? E di quest’altro?

Unici indizi: una pedina di latrunculi, un gioco basato sulla logica come i nostri moderni scacchi, e un’impronta parziale di scarpe.

Ricordiamolo, Stazio è un ricco senatore, con le mani in molti affari di natura latifondista e commerciale (anche se le leggi romane impedivano agli appartenenti dell’ordo senatorio di immischiarsi nel commercio, essi trovavano il modo di arricchirsi anche con quei mercati grazie a prestanome e ad altri sotterfugi legali). Inoltre, egli è attratto dalle belle donne, di cui si circonda e di cui ne ha mai a sufficienza. Anzi, una conquista in più è un ulteriore successo da aggiungere alla lista. Eppure, nonostante il traffico nel suo letto e nel suo cubicolo, egli trova anche il tempo per indagare sugli omicidi, anche se di tanto in tanto gli tocca sporcarsi piedi, scarpe e lembo del mantello con il fango e il lerciume della strada.

Di notevole interesse è la struttura con cui la Comastri Montanari architetta la storia. I capitoli sono brevi, molto dialogati, mentre l’azione è descritta in paragrafi brevi e veloci, senza dilungarsi in particolari inutili. I tecnicismi e tutto ciò che si ricollega più propriamente all’ambiente storico viene spiegato in una serie di appendici al termine del libro, di notevole interesse tanto per lo studioso quanto per l’ignaro, perché mentre il primo può constatare quanto siano attendibili certi particolari, soprattutto geografici o prosopografici, per il secondo offrono un appiglio per comprendere certi aspetti che altrimenti potrebbero essergli oscuri. All’inizio dell’opera, invece, un indice dei personaggi dà alla storia un aspetto quasi teatrale, tanto che si potrebbe quasi, facilmente, tradurlo in un’opera tragicomica, con un velo umoristico sopra il sentore più marcescente degli omicidi.

Giudizio Personale:

Dopo aver trovato e punito il colpevole, la storia principale si conclude, ma al suo termine inizia un breve racconto che vede il senatore Stazio incaricato di seguire un caso di stupro di una giovane promessa sposa. Il racconto, dal titolo “Una moglie per Publio Aurelio Stazio”, si svolge nei medesimi toni della trama principale: il senatore si imbatte in un reato, come un Sherlock Holmes ante litteram si affida alla forza della logica e delle sue conoscenze per cercare il colpevole e poi lo smaschera. Questo schema, apparentemente ripetitivo, cattura il lettore il quale, coccolato dalla familiarità, è portato a chiedersi quali sotterfugi e quali messinscene useranno Stazio e i suoi servitori, quali deduzioni porteranno allo scioglimento dell’enigma. Lo stesso lettore si sente parte attiva, provando lui stesso a dedurre e a collegare, continuando nella lettura per vedere se le sue conclusioni si riveleranno corrette o meno.

L’autrice:

Danila Comastri Montanari

Danila Comastri Montanari

Danila Comastri Montanari (4 novembre 1948) p una scrittrice italiana nota soprattutto per la saga di gialli storici con protagonista Publio Aurelio Stazio. Questo genere, che pratica fin dall’uscita del suo primo romanzo, Mors tua, unisce due dei suoi principali interessi: lo studio del passato e delle civiltà antiche e gli intrecci mystery.

Ogni libro di questa serie ha un titolo che si ricollega alla storia e che è sempre in lingua latina, riprendendo una locuzione o una parola nota e, spesso, in uso ancora oggi. La scrittrice ha pubblicato però altri romanzi e racconti ambientati epoche differenti. Nel 2007 ha pubblicato il saggio: Giallo antico. Come si scrive un poliziesco storico.

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