“Echi dalle Terre Sommerse”, Federica Leva

"Echi dalle Terre Sommerse", Federica Leva

“Echi dalle Terre Sommerse”, Federica Leva

Titolo: Echi dalle Terre Sommerse

Titolo originale: /

Autore: Federica Leva

Edizione: Sereture

Anno:  2015

Prima edizione originale: 2015

Pagine: 470

Traduttore: /

Consigliato:

Valutazione:

Trama:

Tresan è il secondogenito del Sopracavaliere di Elvaner, in Misrenea. Meno considerato dal padre rispetto al fratello Rupens, trova il modo di passare il tempo tra un bagno in mare, cercando tesori tra le rovine perdute di un antico regno, e una visita alla tomba del Re d’Ambra, mitico uomo morto moltissimo tempo prima e di cui non si ricorda più nulla. Eppure, la sua vita cambierà quando qualcuno si presenta a cercarlo.

Analisi critica:

Un buonissimo romanzo, in un mondo ben creato e con personaggi che si muovono secondo logica nel mondo creato dalla Leva. Bisogna iniziare subito con il dire che il discorso e la narrazione sono molto chiari anche quando si parla di questioni complicate come le successioni dinastiche o le fragili alleanze che costellano Misrenea. Eppure, anche in questi due casi non si ha l’impressione di sentirsi staccati dalla storia; le informazioni, al contrario, si amalgamano bene con il resto della narrazione e risultano piacevoli a leggersi, senza una noiosa aura di “spiegone”.

Il romanzo si caratterizza anche per una divisione temporale molto netta tra la prima parte, che racconta singoli eventi chiave svoltisi in diversi anni della vita di Tresan, durante la sua adolescenza e il passaggio all’età adulta, e la seconda parte, che invece si concentra sul periodo più importante della trama, che diventa più serrata ma mantiene sempre una linearità molto tranquilla e distesa.

Il protagonista, che il lettore vede crescere sotto i suoi occhi pagina dopo pagina, si trova coinvolto in un mondo che non comprende appieno, un mondo fatto di intrighi di potere, di magia scomparsa, di sogni e di voci. Subirà un percorso evolutivo, di studio, ma questo aspetto molto tipico dei romanzi di formazione, e in genere di tutti quelli che narrano parecchi anni di vita del protagonista, è raccontato dall’autrice con spunti molto originali e che lasciano riflettere il lettore. I sentimenti anche sono raccontati con realismo e verosimiglianza: un figlio messo in ombra dal fratello maggiore, per il solo merito di essere nato prima, un padre che non riesce a convincersi delle doti del secondogenito, la scelta di un matrimonio per amore anziché uno di convenienza… tutti questi aspetti ci catapultano in una realtà quasi medievale, dove ai rami cadetti delle famiglie nobili toccavano sorti peggiori di quelle degli eredi al trono o al titolo.

Tuttavia, siamo ben lontani da immaginarci un mondo come è il nostro: nell’universo creato da Federica Leva vi sono infatti ben tre lune, che sorgono in cielo con diversi intervalli e diversi cicli. Tra di esse, quella che ha maggiore influsso sulla vita di Tresan è Athera, la luna rossa, mentre l’argentea Pani e la dorata Laevec sono meno partecipi delle sorti del giovane. Ma perché parlo di influssi delle lune? Perché l’osservazione celeste è davvero importante per i destini degli abitanti di Misrenea e degli altri regni limitrofi: l’oroscopo del giorno di nascita mostra molto del futuro e, se mi è concesso dirlo, anche del carattere di qualcuno.

Ma Tresan è speciale: nella sua Mappa Astrale vi sono moltissime Stelle Cacciatrici che si muovono di continuo, come se attratte da qualcuno che si sta risvegliando dal profondo. Pertanto, Tresan è in pericolo e deve riuscire a comprendere cosa stia accadendo e, soprattutto, perché tutto succeda attorno a lui.

Veniamo ora ai difetti: forse, di tanto in tanto, la narrazione si dilunga un poco troppo su certi aspetti e in altri punti diventa prevedibile, ma non vi sono grossi intoppi e anche se il lettore può immaginarsi cosa accadrà dopo riesce lo stesso a gustarsi il romanzo, assaporandone la struttura, lo stile, i dialoghi realistici – forse in alcuni casi un poco altisonanti, ma stiamo parlando di nobili e di difficili trattative diplomatiche – le descrizioni, la scelta delle parole e così via.

Giudizio personale:

Questo primo romanzo della Saga del Rinnegato mantiene il lettore avvinto alla storia, quasi legato alla pagina, e staccare gli occhi risulta spesso molto difficile. Il testo scorre via come acqua fresca, ma non si limita a fargli passare alcune ore di piacere. Invece, gli penetra nelle profondità della mente, spingendolo a riflettere su certi aspetti che, in questo mondo odierno, spesso ci paiono ovvii oppure lontani anni luce.

Uno fra tutti? Il senso del sacrifico, del non ottenere nulla senza uno sforzo, del non dare mai nulla per scontato. In questo libro, chi vuole e sa leggere oltre le righe può trovare molti spunti degni di nota da mettere in pratica per migliorarsi ogni giorno.

L’autrice:

Federica Leva

Federica Leva

Federica Leva è medico, psicoterapeuta e scrittrice. Fin da quando è ragazza ha amato scrivere e ha all’attivo numerose partecipazioni a premi letterari fantasy e mainstream, con ben una trentina di premi e una dozzina di primi posti. Il suo primo romanzo, a tema musicale (Radici di sabbia – Andante, Allegretto, Largo, Animato con fuoco) esce nel 2002 con Zecchini Editore, seguito nel 2006 da un altro romanzo simile, Cantico sull’Oceani, pubblicato con Ennepilibri. Tra gli altri suoi lavori si ricordano Echi dalle Terre Sommerse, romanzo fantasy del 2014, e il racconto Sacrilege, pubblicato nell’antologia The Gage Project, edita dalla casa editrice Inkbeans di Los Angeles.

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