“Pet Sematary”, Stephen King

"Pet Sematary", Stephen King

“Pet Sematary”, Stephen King

Titolo: Pet Sematary

Titolo originale: Pet Sematary

Autore: Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer

Anno: 2010

Prima edizione originale: 1983

Pagine: 424

Traduttore: Hilia Brinis

Consigliato:

Valutazione:

Trama:

Louis Creed si è appena trasferito a Ludlow, nel Maine con sua moglie e i suoi due bambini, in quanto ha ottenuto un incarico presso l’infermeria dell’Università del luogo. Come gli spiega il vicino di casa Jud Crandall, nel bosco che circonda il loro terreno vi è un luogo speciale, dove da più di un secolo i bambini dei dintorni vanno a seppellire i loro animali domestici: il pet sematary, storpiatura del nome inglese Pet Cemetery (cimitero degli animali).

Incipit:

Louis Creed, che aveva perso il padre a tre anni e non aveva mai conosciuto i nonni, non si aspettava di trovare un padre quand’era ormai alle soglie della mezza età, eppure andò proprio così… sebbene egli chiamasse quell’uomo un amico, com’è logico che faccia un adulto quando l’incontro con l’uomo adatto a fargli da padre arriva relativamente tardi nella vita. Conobbe quell’uomo la sera in cui lui, sua moglie e i loro due bambini si trasferirono nella casa di Ludlow, una grande casa bianca con le strutture in legno.

Analisi critica:

Come gran parte dei romanzi di King, anche questo ruota attorno ad una struttura “in crescendo”, che parte da una situazione tutto sommato normale e quotidiana (un trasferimento in una nuova città e in una nuova casa), per giungere pagina dopo pagina all’orrore più puro. Quello che ti lascia incollato al libro anche per ore, quello che ti porta a non accorgerti che la notte diventa sempre più scura, quello che ti lascia una sorta di inquietudine una volta posato il romanzo – rigorosamente finito.

La famiglia Creed è una famiglia ordinaria, con il padre medico, la madre casalinga e due figli piccoli: Ellie, che sta per andare all’asilo (e ha quindi intorno ai 4-5 anni) e Gage, che ha da poco imparato a camminare e a parlare. Trasferitisi in questa nuova casa, nel Maine, lontano dalla chiassosa e movimentata Chicago, incontrano subito i loro nuovi vicini di casa, gli anziani Jud e Norma Crandall, a cui Louis ben presto si lega in un rapporto di vera amicizia. Anzi, in qualcosa di più, come lui stesso ammette fin dall’inizio del romanzo: in Jud egli ha infatti trovato una figura paterna, che potesse sopperire a quella che gli è mancata per anni.

Tra le due case, passa una strada molto trafficata, la Statale Quindici, e già a questo punto il lettore più avvezzo a King sa che questo particolare sarà ben importante nel prosieguo della storia: il Re del brivido non lascia mai nulla al caso e se nei suoi romanzi viene specificato un particolare è perché esso, prima o poi, avrà grande importanza nella storia. Le parole vuote non servono a nulla, se non ad allungare la storia con dettagli inutili. Ancora più importante è il ruolo rivestito dal cimitero degli animali – o cimmitero delli animali, come riportato nella traduzione italiana di pet sematary. Questo nome, storpiato da bambini che non conoscono ancora la giusta ortografia, denota un luogo molto particolare di Ludlow, noto da generazioni, in cui i ragazzi vanno a seppellire i loro animali più cari, in un luogo costruito come un cimitero improvvisato, con assicelle e lamiere a fungere da lapidi e con le piccole tombe disposte in cerchi concentrici, con le più antiche al centro e le più recenti ai lati. Qui riposano in pace conigli, cani, gatti, pappagalli e altri animali in attesa dei loro padroni che, anno dopo anno, curano il sentiero e lo mantengono pulito, almeno finché la generazione dopo non prende tacitamente il loro posto con nuove sepolture e nuove cure.

Molti sono gli elementi interessanti di questo romanzo: gli avvicendamenti  che si susseguono sembrano non lasciare un attimo di respiro e, quando la storia sembra sul punto di adagiarsi per un attimo e riprendere il fiato, ecco che subito arriva un nuovo elemento di disturbo, che spinge ancora di più verso il precipizio dell’orrore e del brivido. Immaginate, ad esempio, una melodia che comincia tranquillamente ma in chiave minore, quindi con un tono più melanconico e inquieto. Di tanto in tanto, il tema principale ritorna con qualche variazione, sempre più cupo, più veloce e più stridulo. Immaginate ancora un cielo sereno, che pian piano si rannuvola fino ad un impressionante spettacolo di tuoni e fulmini che cadono da ogni parte, con violenza.

Il tema della morte è, senza bisogno di dirlo, quello principale. Non soltanto viene espresso fin dal titolo, con il riferimento sgrammaticato ad un cimitero, ma è ripreso più e più volte nella storia: dal cimitero degli animali al luogo di sepoltura degli indiani micmac, dall’incidente mortale avvenuto nel campus dove lavora Louis Creed all’oscuro passato di sua moglie Rachel, dal terrore della piccola Ellie che il loro gatto Winston Churchill (Church) possa morire prima del tempo ai racconti del vecchio Jud Crandall. La donna con la falce è una figura che non manca e non può mancare in questo romanzo: senza di lei, infatti, non vi sarebbe infatti nulla da raccontare!

Giudizio personale:

Questo è stato uno dei libri di Stephen King che, almeno finora, ho apprezzato maggiormente: la lettura scorre molto velocemente, senza intoppi e, anzi, le ore passano troppo in fretta e le pagine scorrono sotto gli occhi con una rapidità che quasi ci fa male: vogliamo sapere dove va a finire la storia (soprattutto quando ci si avvia verso la fine) ma non siamo ancora pronti a posare il libro per iniziarne un altro.

Se si pensa poi che l’idea di questo romanzo è venuta a King quando purtroppo il gatto di sua figlia è stato investito da un’auto, allora Pet Sematary assume una nuova, inquietante, visione d’insieme che fa pensare e, nel frattempo, rabbrividire.

È, in pochissime parole, un libro agghiacciante.

L’autore:

Stephen King

Stephen King

Stephen King (1947), il “Re del brivido”, è uno scrittore statunitense, autore di notevoli bestsellers di genere horror o fantastico e vincitore di numerosi premi. Molto prolifico, tra le sue opere più famose possiamo ricordare Carrie (1974), Shining (1976), It (1986), Misery (1987), Duma Key (2005) e parecchi altri. Molti di questi romanzi hanno subito adattamenti cinematografici anche per mano di registi molto celebri, quali S. Kubrick, John Carpenter o Brian de Palma. Nel 1999 King fu vittima di un incidente che gli provocò seri danni, tre mesi di ricovero e una lunga convalescenza. Tra i premi a lui assegnati, ricordiamo nel 2003 la National Book Foundation Medal per il contributo alla letteratura americana e nel 2007 il Grand Master Award conferitogli dall’Associazione Mystery Writers of America.

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